credevo di essere diverso.
lo sono in effetti, ma non cosi tanto da come mi immaginavo di esserlo.
ho sempre fatto quello che mi passava per la testa secondo i miei principi, le mie voglie, i miei desideri.
sempre libero, nel rispetto degli altri..
ma libero.
sognavo viaggi, sognavo avventure, lingue diverse, stagioni distanti dalle mie, colori e luci diverse.
sognavo ad occhi aperti qualcosa di cui sono follemente innamorato: la voglia di essere sempre e perennemente altrove.
questo spirito da Magellano si e' nascosto.
c'e' ma non si vede.
io lo vedo poco.
e' subentrato un velo di radici.
sara' l'eta'.. no, non diciamo stronzate, che eta'!!
sara' che comincia ad entrare nei miei pensieri, molto piu' radicato, il desiderio di fermare qualcosa, fermare il tempo in un qualsiasi momento e posto e da li riprendere i viaggi delle avventure.
ci sto provando, sto studiando, sto riflettendo, sto pianificando..
non so dove arrivero', e non so nemmeno come, almeno per ora.
ma conoscendomi non faro' niente se prima non avro' la certezza che il tempo si potra' fermare come voglio io...
e intanto i giorni passano, le mattine si svegliano e dal finestrino della macchina incontro i miei amici scozzesi ottuagenari, mano nella mano, in silenzio. parlano con l'intrecciarsi delle dita rugose e con le nocche indurite dal tempo.
si raccontano la vita, si raccontano un amore che probabilmente non si aspettavano nemmeno di portare fin li', su quella strada.
incontro l'uomo della bicicletta.
tutte le mattine, pioggia o sole lui e' la', con la sua amica a due ruote.
non pedala, la accompagna.
la tiene al riparo dalle macchine, a bordo strada. le racconta la sua solitudine quando si separano nel garage, una solitudine fatta di tv, pranzi e cene riscaldate, giornali ingialliti e mobili impolverati.
e poi ci sono loro, i due indiani.
tunica scura, sandali, scooter, turbante e casco sopra il turbante...
sembra quasi in bilico, ad ogni curva sembra possa cadere. e invece e' ben saldo.
tutti e due concentrati sulla strada, tutti e due a distanza di quasi 50 metri l'uno dall'altro.
davanti quello con la barba grigia, dietro quello con la barba scura..
tutte le mattine, stessa distanza, stessa posizione.
tutte le mattine ho i miei amici a cui dedico un saluto di buona giornata nei miei pensieri che si interrogano
sulle loro vite.
tutte le mattine.
26 agosto 2006
21 agosto 2006
gocce di mare, il porto ama tutti
strani interminabili momenti.
come se mancasse il respiro e dovessi restare forzatamente in una condizione
di apnea.
un amore a lungo sognato, voluto.
un amore trovato, perso e ritrovato.
un amore a volte difficile da gestire.
ma la difficolta' si attenua con l'intravvedersi dell'obiettivo finale.
vorrei, mi piacerebbe, voglio.
sono deciso in quello che voglio, un pò meno nell'ottenerlo.
ecco la mia difficolta'.
le carte hanno parlato chiaro.
"tu sei una persona speciale, profonda, delicata.. hai timore di dare torto a qualcuno anche quando ce l'ha, come una paura di fare del male."
quella paura di fare del male c'e', c'e' sempre stata.
un freno.
un grosso freno che viene premuto quando si tratta di volere qualcosa, per paura di andare contro l'altro.
ma non riesco a toglierlo.
ci sto provando, perche' voglio scivolare leggero sulle strade del mio cuore, ma e' difficile.
tanto difficile.
ho bisogno di amare, ma ho ancora piu' bisogno di amore.
di sentirmi amato, sentirmi preso per mano, di sentire giorno dopo giorno che qualcuno pensa a me, che sono qualcuno per un'altra persona.
ho bisogno solo di questo.
di essere creduto, che le mie parole non portino diffidenza, timori, paure.
ho bisogno di mandare fuori tutta la mia voglia di amare.
solo cosi' riusciro' a togliere definitivamente quel freno.
che sensazione...
sentire dentro che vorresti sprigionare l'amore che hai, sognare di poter trasmettere con abbracci e mani tutto quello che provi.
e' come il quadro piu' bello che riesci a immaginare, dai colori piu' vivi, quelli che li guardi e resti senza respiro.
gia', senza respiro.
guardare due occhi e restare senza respiro e sentire che spesso i tuoi polmoni stanno per esplodere perche' l'aria non esce.
le parole fanno male lo so, ma gli occhi ancora di piu'.
e allora cerca di guardarmi negli occhi, quegli occhi che non hanno paura, non mentono, non fanno male.
quegli occhi che ti seguono sempre in ogni tuo passo, in ogni tuo movimento, in ogni tuo desiderio.
non aver paura.
sono qui e qui resto, fermo immobile, crescendo ogni giorno di piu'.
ma sempre qui, senza desiderare altri posti, altri rifugi, altre scappatoie.
resto qui per quello che voglio, per i miei sogni, per la mia felicita'.
resto qui per regalarti i tuoi sogni, che sono ancora piu' importanti dei miei, per tanti motivi.
non sono uno, non sono gli altri, sono io.
e non conta nient'altro..
come se mancasse il respiro e dovessi restare forzatamente in una condizione
di apnea.
un amore a lungo sognato, voluto.
un amore trovato, perso e ritrovato.
un amore a volte difficile da gestire.
ma la difficolta' si attenua con l'intravvedersi dell'obiettivo finale.
vorrei, mi piacerebbe, voglio.
sono deciso in quello che voglio, un pò meno nell'ottenerlo.
ecco la mia difficolta'.
le carte hanno parlato chiaro.
"tu sei una persona speciale, profonda, delicata.. hai timore di dare torto a qualcuno anche quando ce l'ha, come una paura di fare del male."
quella paura di fare del male c'e', c'e' sempre stata.
un freno.
un grosso freno che viene premuto quando si tratta di volere qualcosa, per paura di andare contro l'altro.
ma non riesco a toglierlo.
ci sto provando, perche' voglio scivolare leggero sulle strade del mio cuore, ma e' difficile.
tanto difficile.
ho bisogno di amare, ma ho ancora piu' bisogno di amore.
di sentirmi amato, sentirmi preso per mano, di sentire giorno dopo giorno che qualcuno pensa a me, che sono qualcuno per un'altra persona.
ho bisogno solo di questo.
di essere creduto, che le mie parole non portino diffidenza, timori, paure.
ho bisogno di mandare fuori tutta la mia voglia di amare.
solo cosi' riusciro' a togliere definitivamente quel freno.
che sensazione...
sentire dentro che vorresti sprigionare l'amore che hai, sognare di poter trasmettere con abbracci e mani tutto quello che provi.
e' come il quadro piu' bello che riesci a immaginare, dai colori piu' vivi, quelli che li guardi e resti senza respiro.
gia', senza respiro.
guardare due occhi e restare senza respiro e sentire che spesso i tuoi polmoni stanno per esplodere perche' l'aria non esce.
le parole fanno male lo so, ma gli occhi ancora di piu'.
e allora cerca di guardarmi negli occhi, quegli occhi che non hanno paura, non mentono, non fanno male.
quegli occhi che ti seguono sempre in ogni tuo passo, in ogni tuo movimento, in ogni tuo desiderio.
non aver paura.
sono qui e qui resto, fermo immobile, crescendo ogni giorno di piu'.
ma sempre qui, senza desiderare altri posti, altri rifugi, altre scappatoie.
resto qui per quello che voglio, per i miei sogni, per la mia felicita'.
resto qui per regalarti i tuoi sogni, che sono ancora piu' importanti dei miei, per tanti motivi.
non sono uno, non sono gli altri, sono io.
e non conta nient'altro..
04 agosto 2006
D & G
For once in my life I have someone who needs me
Someone I've needed so long
For once unafraid I can go where life leads me
And somehow I know I'll be strong
For once I can touch what my heart used to dream of
Long before I knew
Someone warm like you
Would make my dreams come true
For once in my life I won't let sorrow hurt me
Not like it's hurt me before
For once I have something I know won't desert me
And I'm not alone anymore
For once I can say: "This is mine you won't take it"
Long as I know I have love I can make it
For once in my life I've got someone who needs me
For once I can say: "This is mine you can't take it"
Long as I know I have love I can make it
For once in my life I've got someone
For once in my life I've found someone
For once in my life I've got someone who needs me
Someone I've needed so long
For once unafraid I can go where life leads me
And somehow I know I'll be strong
For once I can touch what my heart used to dream of
Long before I knew
Someone warm like you
Would make my dreams come true
For once in my life I won't let sorrow hurt me
Not like it's hurt me before
For once I have something I know won't desert me
And I'm not alone anymore
For once I can say: "This is mine you won't take it"
Long as I know I have love I can make it
For once in my life I've got someone who needs me
For once I can say: "This is mine you can't take it"
Long as I know I have love I can make it
For once in my life I've got someone
For once in my life I've found someone
For once in my life I've got someone who needs me
26 luglio 2006
l'angolo
Les enfants qui s'aiment s'embrassent debout
Contre les portes de la nuit
Et les passants qui passent les designent du doigt
Mais les enfants qui s'aiment
Ne sont la' pour personne
Et c'est seulement leur ombre
Qui tremble dans la nuit
Excitant la rage des passants
Leur rage, leur mepris, leurs rires et leur envie
Les enfants qui s'aiment ne sont la' pour personne
Ils sont ailleurs bien plus loin que la nuit
Bien plus haut que le jour
Dans l'eblouissante clarte' de leur premier amour
Contre les portes de la nuit
Et les passants qui passent les designent du doigt
Mais les enfants qui s'aiment
Ne sont la' pour personne
Et c'est seulement leur ombre
Qui tremble dans la nuit
Excitant la rage des passants
Leur rage, leur mepris, leurs rires et leur envie
Les enfants qui s'aiment ne sont la' pour personne
Ils sont ailleurs bien plus loin que la nuit
Bien plus haut que le jour
Dans l'eblouissante clarte' de leur premier amour
23 luglio 2006
stretta e' la foglia, larga e' la via..
stamattina mi sono svegliato presto.
mi sono svegliato presto per vededere se c'e' ancora quel fresco
che mi piace tanto in balcone.
e in effetti e' sempre li.
mi sono svegliato presto perche' se dormo sogno, e sognare troppo fa male.
sognare di essere da tutt'altra parte con chi voglio e non poterlo fare fa male.
e allora sono andato in balcone.
a guardare le piante, a sentire il vento addosso.
scalzo, a bagnare il pavimento del balcone e camminarci sopra.
ho guardato giu in strada e ho pensato a quanti sono 5 piani di una casa per chi ha deciso di morire.
5 piani saranno piu o meno 3 secondi di caduta.
solo 3 secondi.
e in 3 secondi devi pensare a cosa pensare.
hai solo 3 miseri secondi e devi scegliere quali saranno le tue ultime immagini o a chi dedicare il tuo ultimo pensiero.
un po' come quando finisci un quadro e vuoi trovare il nome a quel quadro.
sono stato in balcone almeno mezz'ora.
e ritrovare immagini, pensieri e parole di un venerdi e di un sabato confuso.
immagini che come sempre avrei voluto...
non so come finira'.
non so nemmeno dove sto andando.
l'ho sempre fatto quando camminavo in citta' sconosciute o quando in gita con gli altri miei compagni di classe
alla domanda "e adesso da che parte andiamo?" la mia risposta era sempre la prima "di la'!"
non conoscevo la citta', non conoscevo le strade.
ma nella mia testa avevo una serie di immagini e di pensieri attorcigliati con dei numeri e degli assi cartesiani.
e sapevo benissimo che facendo un calcolo approssimativo di direzioni e luci sarei arrivato la'.
e cosi' era.
sempre.
e quanto mi piaceva sentirmi dire "ma come cazzo hai fatto?"
come faccio?
non lo so, ma e' semplice.
se ti fermi un attimo e rifletti scopri davvero quello che vuoi.
scopri chi sei, cos'hai da dare, dove puoi andare.
se ti fermi e osservi bene scopri che l'ignoto non fa paura, anzi, diventa il piacere della scoperta.
e io mi fermo, guardo, osservo, penso e poi scopro che in fondo la direzione e' quella che conta, non il percorso preciso.
arrivare a destinazione in una direzione e' gratificante.
stupire tutti con la bellezza delle stradine alternative e' meraviglioso.
mi sono svegliato presto per vededere se c'e' ancora quel fresco
che mi piace tanto in balcone.
e in effetti e' sempre li.
mi sono svegliato presto perche' se dormo sogno, e sognare troppo fa male.
sognare di essere da tutt'altra parte con chi voglio e non poterlo fare fa male.
e allora sono andato in balcone.
a guardare le piante, a sentire il vento addosso.
scalzo, a bagnare il pavimento del balcone e camminarci sopra.
ho guardato giu in strada e ho pensato a quanti sono 5 piani di una casa per chi ha deciso di morire.
5 piani saranno piu o meno 3 secondi di caduta.
solo 3 secondi.
e in 3 secondi devi pensare a cosa pensare.
hai solo 3 miseri secondi e devi scegliere quali saranno le tue ultime immagini o a chi dedicare il tuo ultimo pensiero.
un po' come quando finisci un quadro e vuoi trovare il nome a quel quadro.
sono stato in balcone almeno mezz'ora.
e ritrovare immagini, pensieri e parole di un venerdi e di un sabato confuso.
immagini che come sempre avrei voluto...
non so come finira'.
non so nemmeno dove sto andando.
l'ho sempre fatto quando camminavo in citta' sconosciute o quando in gita con gli altri miei compagni di classe
alla domanda "e adesso da che parte andiamo?" la mia risposta era sempre la prima "di la'!"
non conoscevo la citta', non conoscevo le strade.
ma nella mia testa avevo una serie di immagini e di pensieri attorcigliati con dei numeri e degli assi cartesiani.
e sapevo benissimo che facendo un calcolo approssimativo di direzioni e luci sarei arrivato la'.
e cosi' era.
sempre.
e quanto mi piaceva sentirmi dire "ma come cazzo hai fatto?"
come faccio?
non lo so, ma e' semplice.
se ti fermi un attimo e rifletti scopri davvero quello che vuoi.
scopri chi sei, cos'hai da dare, dove puoi andare.
se ti fermi e osservi bene scopri che l'ignoto non fa paura, anzi, diventa il piacere della scoperta.
e io mi fermo, guardo, osservo, penso e poi scopro che in fondo la direzione e' quella che conta, non il percorso preciso.
arrivare a destinazione in una direzione e' gratificante.
stupire tutti con la bellezza delle stradine alternative e' meraviglioso.
20 luglio 2006
un anno dopo
ho comprato una macchina fotografica che desideravo da tempo.
ho montato una scarpiera.
ho ritrovato due occhi che mi sorridono.
una bicicletta che corre alle 4 di notte per le strade deserte.
ho ritrovato la voglia di costruire qualcosa.
ho ascoltato canzoni.
scritto poesie.
ho corso dietro ad una palla.
sorriso a mio nipote.
ho desiderato, sognato, sperato, voluto.
sto ritrovando tutto quello che avevo perduto,
che mi era scivolato dalle mani, che non ho tenuto stretto.
e adesso voglio che resti dov'e'.
ho montato una scarpiera.
ho ritrovato due occhi che mi sorridono.
una bicicletta che corre alle 4 di notte per le strade deserte.
ho ritrovato la voglia di costruire qualcosa.
ho ascoltato canzoni.
scritto poesie.
ho corso dietro ad una palla.
sorriso a mio nipote.
ho desiderato, sognato, sperato, voluto.
sto ritrovando tutto quello che avevo perduto,
che mi era scivolato dalle mani, che non ho tenuto stretto.
e adesso voglio che resti dov'e'.
17 luglio 2006
domenica
azzurro chiaro e immobile.
le nuvole guardano dall'alto e coprono gli ultimi raggi di un giorno
che se ne va.
finestrini che si chiudono, e si parte.
lui si fa il segno della croce, con un movimento imparato chissa' quando.
ma un movimento sentito.
e i miei pensieri partono con me
e volano attraverso i monti e la pianura.
per arrivare leggeri su capelli dorati
e occhi che sorridono.
poi di colpo mezzanotte e quarantasei,
e il cuore si quieta.
le nuvole guardano dall'alto e coprono gli ultimi raggi di un giorno
che se ne va.
finestrini che si chiudono, e si parte.
lui si fa il segno della croce, con un movimento imparato chissa' quando.
ma un movimento sentito.
e i miei pensieri partono con me
e volano attraverso i monti e la pianura.
per arrivare leggeri su capelli dorati
e occhi che sorridono.
poi di colpo mezzanotte e quarantasei,
e il cuore si quieta.
14 luglio 2006
di nuovo tredici
Throw my ticket out the window,
Throw my suitcase out there, too,
Throw my troubles out the door,
I don't need them any more
'Cause tonight I'll be staying here with you.
I should have left this town this morning
But it was more than I could do.
Oh, your love comes on so strong
And I've waited all day long
For tonight when I'll be staying here with you.
Is it really any wonder
The love that a stranger might receive.
You cast your spell and I went under,
I find it so difficult to leave.
I can hear that whistle blowin',
I see that stationmaster, too,
If there's a poor boy on the street,
Then let him have my seat
'Cause tonight I'll be staying here with you.
Throw my ticket out the window,
Throw my suitcase out there, too,
Throw my troubles out the door,
I don't need them any more
'Cause tonight I'll be staying here with you.
Throw my suitcase out there, too,
Throw my troubles out the door,
I don't need them any more
'Cause tonight I'll be staying here with you.
I should have left this town this morning
But it was more than I could do.
Oh, your love comes on so strong
And I've waited all day long
For tonight when I'll be staying here with you.
Is it really any wonder
The love that a stranger might receive.
You cast your spell and I went under,
I find it so difficult to leave.
I can hear that whistle blowin',
I see that stationmaster, too,
If there's a poor boy on the street,
Then let him have my seat
'Cause tonight I'll be staying here with you.
Throw my ticket out the window,
Throw my suitcase out there, too,
Throw my troubles out the door,
I don't need them any more
'Cause tonight I'll be staying here with you.
12 luglio 2006
353
cosi'
siamo noi due.
davanti a mille chissa'
di fronte alla vita
sognando una vita.
cosi'
ci stringiamo fra alberi e nuvole
che nascondono la luna
e poi ce la regalano
ancora piu' bella.
cosi'
ti voglio mia.
cosi
mi voglio tuo.
siamo noi due.
davanti a mille chissa'
di fronte alla vita
sognando una vita.
cosi'
ci stringiamo fra alberi e nuvole
che nascondono la luna
e poi ce la regalano
ancora piu' bella.
cosi'
ti voglio mia.
cosi
mi voglio tuo.
11 luglio 2006
il cielo sopra berlino
ricordero' il week end scorso nel corso degli anni
piu' di ogni altro week end.
l'attesa spasmodica in fibrillazione per la finale dei campionati del mondo.
inutile sottolineare che ci siamo lasciati dietro le due nazioni che piu' di altre ci
denigrano per il nostro essere italiani.
ma queste sono inezie.. adesso siamo ci siamo noi.
la bandiera italiana e' li che sventola leggera sul tetto del mondo.
ma ricordero' questo week end anche per due occhi da guardare, due mani da stringere,
parole da far arrivare fin dentro al cuore.
per lo stringersi in mezzo a tanti altri e tutti quegli altri che si allontanavano pian piano da noi.
ricordero' la sabbia sotto i piedi come quasi un anno fa, e quella domanda a cui poteva corrispondere una sola risposta.
ti ricordero' in questo week end.
e mi ricordero' di noi.
piu' di ogni altro week end.
l'attesa spasmodica in fibrillazione per la finale dei campionati del mondo.
inutile sottolineare che ci siamo lasciati dietro le due nazioni che piu' di altre ci
denigrano per il nostro essere italiani.
ma queste sono inezie.. adesso siamo ci siamo noi.
la bandiera italiana e' li che sventola leggera sul tetto del mondo.
ma ricordero' questo week end anche per due occhi da guardare, due mani da stringere,
parole da far arrivare fin dentro al cuore.
per lo stringersi in mezzo a tanti altri e tutti quegli altri che si allontanavano pian piano da noi.
ricordero' la sabbia sotto i piedi come quasi un anno fa, e quella domanda a cui poteva corrispondere una sola risposta.
ti ricordero' in questo week end.
e mi ricordero' di noi.
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